Social Net: Linkedin (pregi e difetti)

Le due regole fondamentali per ogni social net work sono “condividere” e “socializzare”. In alcuni è più facile socializzare, in altri è invece più semplice condividere. Vi sono però social net work ove entrambi le regole si mixano con altre, come ad esempio quelli con obiettivi di socializzazione professionale, cioé adatti a chi cerca lavoro od offre nuove opportunità di business. Quindi essere sui social vuol dire stabilire rapporti, anche con i nostri concorrenti (anzi, soprattutto con loro). I social net work sono nati sulla teoria dei sei gradi di separazione, la cui ipotesi è che qualunque persona può essere collegata a qualunque altra attraverso una catena di conoscenze, con non più di 5 intermediari. Tale teoria è stata proposta per la prima volta nel 1929 dallo scrittore ungherese Frigyes Karinthy in un racconto breve intitolato Catene.
Iniziamo questa indagine sui Social Net con Linkedin, ove il 56% degli iscritti risiede fuori dagli Stati Uniti. Gli altri vengono spalmati in altri paesi come India, Regno Unito e Brasile. Poi ci sono gli utenti europei, ma i paesi più attivi sono l’Olanda, la Francia e l’Italia. La società che gestisce il servizio ha sede a Palo Alto (California). Gli italiani su Linkedin sono di una fascia di età mista, la maggior fetta è quella dai 25 ai 45enni. Ci sono anche i 18/25enni e gli ultra cinquant’enni, ma sono una minoranza. I settori professionali sono l’hi tech, la manifattura e la finanza, scarsa la presenza in quelli di vendita, insegnamento e ingegneristici.

Gli obiettivi del sito sono molteplici, fra questi trovare offerte di lavoro, persone, opportunità di business con il supporto di qualcuno presente all’interno della propria lista di contatti o del proprio network. Inoltre i datori di lavoro possono pubblicare offerte e ricercare potenziali candidati.

In Linkedin i tag servono per promuovere le proprie competenze nel settore o nei settori ove operiamo.

Linkedin però non è il curriculum vitae, quindi è inutile fare il copia incolla di quello che, di consueto, inviamo alle aziende.

Purtroppo ci sono delle pecche che vanno sottolineate a Linkedin; le persone in cerca di lavoro a volte lamentano che devono inviare un messaggio mediante il servizio di posta “Inmail”. Questo limita la possibilità di utilizzare il proprio indirizzo di posta e non se ne comprende il motivo, visto che l’azienda o il professionista sta offrendo lavoro. Un’altra pecca è l’impossibilità di condividere il proprio contenuto all’esterno, con altri social net work.

A chi legge il commento professionale su pregi e difetti.

2 commenti su “Social Net: Linkedin (pregi e difetti)

  1. Un’altra pecca è l’impossibilità di condividere il proprio contenuto all’esterno, con altri social net work. (Questo ora c’è).

    Per quanto concerne la parte lavorativa, ormai si sa che gira e rigira la leva di comando è in mano ai soliti noti, quindi se non hai santi in terra è da scordarsi di avere opportunità concrete di lavoro, anzi molte perdite di tempo nel scrivere chi sei e cosa fai. Ci sono poi i “cafoni” anche donne, che dopo aver ricevuto la tua proposta non ti rispondono.

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