Mercedes-Benz SL R230

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La R230 nasce come sostituta della fortunata serie R129, in listino oramai da dodici anni e coronata da un successo commerciale relativamente buono, se si considera il rango della vettura, non di certo per tutte le tasche.

La nuova SL, contraddistinta dalla sigla R230, venne presentata in anteprima mondiale al Salone di Francoforte. Obiettivo principale di questa vettura, come del resto anche di tutte le altre roadster di lusso, era il mercato statunitense, dove questo genere di vetture è sempre stato parecchio richiesto.

Rispetto alla precedente R129, la R230 propone numerose novità, sia stilistiche, sia di contenuto, ma anche alcune novità che possono essere incluse in entrambe le categorie. Tra queste ultime va sicuramente ricordato il tetto rigido in metallo, ripiegabile elettricamente nell’apposito alloggiamento ricavato all’interno del vano bagagli. Ciò permette di trasformare in soli 16 s la splendida roadster R230 in una altrettanto splendida coupé a due posti, e nel contempo va a chiudere l’epoca delle tradizionali roadster Mercedes-Benz con capote in tela.

Ma anche per quanto riguarda tutto il resto, la R230 propone novità a profusione sul piano stilistico: il frontale, per esempio, appare molto più affilato del precedente, e sfoggia gruppi ottici circolari sdoppiati, secondo la tradizione Mercedes-Benz dell’inizio del nuovo secolo. Tali fari racchiudono su entrambi i lati la grande calandra a quattro listelli orizzontali, dove campeggia la grande “stella a tre punte”, logo storico della Casa di Stoccarda.

La fiancata appare più snella e filante di quella del modello R129, ed è caratterizzata da parafanghi anteriori dotati di prese d’aria “a branchia”, come nell’antesignana 300 SL “Ali di gabbiano”. L’intera vista laterale risulta ancor più filante se si considera la linea di cintura dall’andamento sinuoso.

La coda è caratterizzata invece dai fari posteriori di forma triangolare, anche questa una scelta stilistica che ricalca quanto già visto su altre vetture della Casa tedesca lanciate fino a pochissimi anni prima (W203, R170, W220, ecc).

In generale, insomma, è stata creata una silhouette dal profilo aerodinamico assai efficace, basti pensare che il Cx della R230 era, al suo debutto, solamente di 0.29, contro lo 0.32 della R129.

Molto elegante anche l’abitacolo biposto, dove le finiture ed i materiali utilizzati sono di altissimo livello. La plancia è caratterizzata da un disegno morbido e sinuoso, ed include nella dotazione di serie il navigatore satellitare. Il vano bagagli possiede una capacità massima di carico pari a 317 litri, che scendono a 235 in caso di vettura aperta con tetto rigido ripiegato che sottrae spazio al vano bagagli stesso.

La struttura della R230 è stata progettata e realizzata dai tecnici Mercedes-Benz in modo da ottenere alti valori di rigidità, senza tuttavia penalizzare la vettura con una massa risultante eccessiva. Per questo motivo, si è fatto uso di acciaio altoresistenziale per circa un terzo del totale dei lamierati, ma anche di alluminio, utilizzato per esempio nella produzione dei parafanghi anteriori, delle porte e del cofano motore. Quest’ultimo, in particolare, è stato il più grande cofano motore in alluminio prodotto al momento del debutto, basti pensare che la sua lunghezza era di circa 1.4 m.

La meccanica telaistica della R230 comprendeva un avantreno a 4 bracci oscillanti ed un retrotreno di tipo multilink, quest’ultimo realizzato per la prima volta nella storia interamente in lega di alluminio. Su entrambi gli assi sono montate molle elicoidali ed ammortizzatori a gas. Questo sistema di sospensioni è reso attivo dal sistema ABC (Active Body Control), che agisce automaticamente sulla rigidità degli ammortizzatori e sull’altezza da terra del corpo vettura, diminuendo drasticamente il rollio in curva (fino al 78% più ridotto rispetto alla R129). Inoltre, tale sistema elettronico reimposta automaticamente l’altezza e la rigidità delle sospensioni in base al carico della vettura, cioè di quanto si discosta dal peso a vuoto ogni volta che vi sale una o più persone e se hanno bagagli o meno.

Anche l’impianto frenante, interamente a dischi ventilati (di cui quelli anteriori anche perforati) si avvale di un dispositivo, l’SBC (Servotronic Brake Control), presentato in anteprima mondiale proprio sulla R230. L’SBC è un dispositivo che si avvale di sensori che rilevano la velocità della vettura e la forza della frenata, comunicandoli ad una apposita centralina, la quale gestisce la situazione distribuendo opportunamente la forza frenante sulle quattro ruote. Tale dispositivo è interamente elettronico, e non è interfacciato in alcun modo con qualsiasi organo meccanico della vettura, una caratteristica che prefigura i tanto sbandierati sistemi di guida “drive by wire”.

Sia l’SBC che l’ABC “lavorano” in simbiosi con l’ESP, per ricevere i valori più precisi possibile riguardanti quei parametri di guida utili ad intervenire per assicurare una sicurezza di guida ai massimi livelli.

Al suo debutto, la R230 è stata proposta unicamente in una sola motorizzazione, consistente nel V8 M113 da 4966 cm³, in grado di erogare una potenza massima di 306 CV a 5600 giri/min. Tuttavia, al momento del debutto della nuova roadster tedesca, è stata anche annunciata l’imminente commercializzazione della prima versione AMG, dotata di un V8 da 5.4 litri sovralimentato mediante compressore volumetrico ed in grado di sviluppare fino a 476 CV a 6100 giri/min.

In ogni caso, la R230 montava un cambio automatico a 5 rapporti.

Fonte: Wikipedia

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