La vitamina A

La vitamina A è detta anche retinolo e si presenta in natura in molte forme differenti. Anche i carotenoidi sono delle provitamine A e hanno un’attività biologica paragonabile a quella del retinolo. Insolubile in acqua, la vitamina A è rapidamente degradata dalla luce, dagli ossidi e dagli acidi. Nei prodotti di origine animale la troviamo principalmente sotto forma di palmitato, in quelli di origine vegetale sotto forma di betacarotene. Nello stomaco il retinolo e i carotenoidi vengono liberati dagli alimenti. L’assorbimento avviene nella parte superiore dell’intestino tenue. L’organo con la maggior concentrazione di vitamina A è il fegato.

La vitamina A rientra nei meccanismi della visione e della differenziazione cellulare. Nel primo caso la sua presenza è fondamentale nell’adattamento all’oscurità, in quanto precursore di un pigmento essenziale, la rodopsina. Nel secondo caso la vitamina A è essenziale nei meccanismi di differenziazione delle cellule epiteliali. Sembra che la vitamina A abbia una funzione importante anche nella difesa dagli agenti inquinanti. Il betacarotene svolge funzioneantiossidante contro i radicali liberi.

La vitamina A come retinolo si trova nell’olio di fegato di merluzzo, nel fegato animale, nel burro e nelle uova. Come betacarotene nelle carote crude, negli spinaci, nelle albicocche, nei fagiolini.

I danni alla visione provocati dalla carenza di vitamina A si evidenziano con danni alla retina e alla cornea. Lo stadio finale è rappresentato dalla xeroftalmia, grave patologia che può portare alla cecità. Questa malattia è frequente in India, Filippine, Indonesia e in alcune zone dell’Africa e dell’America meridionale. Paesi in cui la carenza di vitamina A è molto elevata soprattutto per la mancanza di alimenti freschi. Colpisce soprattutto neonati e bambini fino a cinque-sei anni.

I danni cutanei dovuti a carenza di vitamina A si evidenziano con secchezza della pelle e cheratosi.

Nei paesi industrializzati la carenza di vitamina A è molto rara ed è dovuta in genere a patologie che colpiscono il fegato, il pancreas e l’intestino. Anche nell’alcolismo cronico è possibile osservare una carenza di vitamina A.

Le intossicazioni da vitamina A sono estremamente rare, perché i dosaggi pericolosi sono circa 100 volte superiori a quelli terapeutici.

L’uso terapeutico della vitamina A è limitato alla cura della xeroftalmia e di altre turbe della visione. Il dosaggio deve essere adattato all’età.

Recenti studi hanno dimostrato una possibile correlazione fra lo scarso apporto di beta-carotene e insorgenza dei tumori, in particolare il carcinoma polmonare. Ci sarebbe una correlazione anche fra scarso apporto di vitamina A e cataratta.

Dalla vitamina A è stata ricavata per sintesi una serie di prodotti, detti retinoidi, che hanno trovato utilizzazione in campo dermatologico nelle acne gravi, nelle psoriasi, nelle ittiosi. Questi prodotti hanno però effetti collaterali importanti fra cui il più grave è sicuramente la teratogenicità. La ricerca è rivolta a creare sostanze sempre meno tossiche e con indici terapeutici sempre più alti.

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