Italia – Milano, Architettura Green: Il Bosco Verticale

Il Council on Tall Buildings and Urban Habitat (CTBUH), promosso dall’Illinois Institute of Technology di Chicago Illinois Institute of Technology, ogni anno sceglie il grattacielo migliore di ogni continente e poi premia il vincitore assoluto. Nel 2015 il prestigioso riconoscimento è andato all’edificio progettato da Stefano Boeri e realizzato da Manfredi Catella. La giuria ha preferito il Bosco Verticale rispetto al One World Trade Center di New York, al Capita Green di Singapore e alla Burj Mohammed Bin Rashid Tower di Abu Dhabi.

Il Bosco Verticale è un complesso di due palazzi residenziali a torre progettato da Boeri Studio (Stefano Boeri, Gianandrea Barreca e Giovanni La Varra) situato nel Centro Direzionale di Milano, ai margini del quartiere Isola.

Peculiarità di queste costruzioni, ambedue inaugurate nel 2014, è la presenza di più di duemila essenze arboree, tra arbusti e alberi ad alto fusto, distribuite sui prospetti. Si tratta di un ambizioso progetto di riforestazione metropolitana che attraverso la densificazione verticale del verde si propone di incrementare la biodiversità vegetale e animale del capoluogo lombardo, riducendone l’espansione urbana e contribuendo anche alla mitigazione del microclima.

A testimonianza del suo riconoscimento architettonico, il Bosco Verticale è risultato vincitore di numerose competizioni: oltre all’International Highrise Award, di cui è stato insignito nel 2014, nel 2015 il Bosco Verticale si è aggiudicato il premio come «grattacielo più bello e innovativo del mondo», secondo una classificazione del Council on Tall Buildings and Urban Habitat.

Boeri ebbe l’idea di realizzare un grattacielo rivestito di alberi nell’aprile 2007 a Dubai, quando era direttore di Domus; visitando la capitale degli Emirati Arabi, infatti, l’architetto ebbe l’impressione di aggirarsi in una «città minerale, fatta di decine di nuove torri e grattacieli, tutti rivestiti di vetro o di ceramica o di metallo, tutti riflettenti la luce solare e dunque generatori di calore nell’aria e soprattutto sul suolo abitato dai pedoni». Quest’insofferenza verso le città minerali d’acciaio e di vetro crebbe quando l’architetto spagnolo Alejandro Zaera pubblicò una ricerca dove rilevò che il 94% degli edifici alti costruiti dopo il 2000 era rivestito in vetro.

La costruzione del Bosco Verticale cominciò nell’autunno 2009, con l’impiego di circa seimila operai. L’edificazione delle due torri, affidata alla società altoatesina ZH, procedette con grande lentezza, fino a quando – a causa dell’imperversante crisi economica – il 22 aprile 2013 detta impresa edile rinunciò all’incarico, presentando il concordato in bianco. Una volta verificato lo «stato delle opere, lo sviluppo dei progetti costruttivi, l’emissione ordini per la fornitura dei materiali e la sistemazione logistica», l’impresa venne prontamente sostituita dalla Colombo Costruzioni, che riavviò il cantiere il maggio dello stesso anno.

Il Bosco Verticale, terminato nell’autunno 2014, venne infine inaugurato e presentato ai cittadini il 10 ottobre dello stesso anno. Malgrado le sporadiche opinioni critiche, il Bosco ha avuto vastissima eco, come attestato dai vari riconoscimenti ottenuti e dalla cospicua mole di indagini scientifiche, azioni di studio e documentari che lo hanno interessato.

Nel loro complesso, le facciate del Bosco Verticale ospitano 711 alberi, 5 000 arbusti di grandi dimensioni e 15 000 piante perenni e ricadenti, che si densificano in altezza sino a ricoprire un’area equivalente a due ettari (20 000 m2) di forestazione.

In totale, vi sono 94 specie vegetali diverse; di queste, 59 sono utili per gli uccelli, 60 sono arboree e arbustive e 33 sono sempreverdi.

La vegetazione apporta numerosissimi effetti benefici alle due torri e all’ambiente urbano circostante, sia sotto il profilo ambientale che sotto quello climatico. Il Bosco Verticale, infatti, contribuisce alla costituzione di un microclima che genera umidità, filtra le polveri sottili (o ne devia il percorso), attenua notevolmente l’inquinamento acustico, depura l’aria sottraendo CO2 dall’atmosfera ed emettendo O2, protegge dall’irraggiamento solare attraverso l’ombreggiatura fogliare e ripara dal vento, attraverso l’azione frangivento delle fronde.

Dal punto di vista faunistico, il Bosco tutela la biodiversità attraverso la creazione di habitat biologici. Le numerosissime specie vegetali distribuite lungo le facciate, infatti, costituiscono un vero e proprio ecosistema in grado di attrarre volatili e insetti (nel 2014 ne sono stati contati 1 600), «diventando un sensore urbano della ricolonizzazione vegetale e animale spontanea della città». Il Bosco Verticale è anche un dispositivo anti-sprawl che «contribuisce a controllare e ridurre l’espansione urbana»; ciascuna delle due torri, infatti, se distribuita uniformemente sul territorio sotto forma di villette unifamiliari e palazzine andrebbe a occupare una superficie di circa 50 000 m2.

(Wikipedia)

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