Finlandia, Architettura gotica

Dagli inizi del XIX secolo, quando la Finlandia divenne un granducato russo iniziò un’influenza di stili orientali. Tra i monumenti architettonici più antichi vi sono alcuni castelli di epoca medievale (Savonlinna, Hämeenlinna) e una settantina di chiese di pietra situate nella parte meridionale del paese prevalentemente lungo la costa, la combinazione fra lo scarso successo ottenuto dallo stile gotico e la prevalenza del legno come materiale da costruzione diede vita a uno stile proprio di cui rimangono numerose chiese di legno, anch’esse situate nella parte meridionale del paese (Kerimäki, Petäjävesi).

Nella progettazione del centro di Helsinki e di molti edifici che vi si trovano l’architetto Carl Ludwig Engel si ispirò a San Pietroburgo. In seguito all’insofferenza per la dominazione russa, intorno al 1895 nacque un movimento neoromantico nazionalista finlandese di cui gli esponenti più noti furono Eliel Saarinen, Herman Gesellius, Armas Lindgren e Lars Sonck, questo movimento voleva individuare uno stile nazionale che si differenziasse dal “neoclassicismo romantico che rappresentava la maniera imperialista di Helsinki, costruita sotto gli auspici della Russia”.

Seguì l’epoca dell’Art Nouveau con lo stesso Eliel Saarinen e Josef Stenbäck. In seguito all’indipendenza dalla Russia (1917) si affermarono il razionalismo e il funzionalismo, di cui l’esponente di gran lunga più noto è stato Alvar Aalto. Tra gli architetti finlandesi di fama si ricordano Juha Leiviskä, Aino Aalto, Reima Pietilä, Pekka Helin, Timo e Tuomo Suomalainen.

Fonte: Wikopedia

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